La holding eugubina prepara il trasferimento a Colacem delle partecipazioni in Colabeton, Inba e Tracem. La notizia, pubblicata da Milano Finanza, arriva dopo la riorganizzazione degli assetti proprietari e il rinnovo della governance. Nel 2025 ricavi oltre 1,1 miliardi e utili in crescita. Sullo sfondo resta il contenzioso tra i rami della famiglia.
GUBBIO, 29 ottobre 2026 – Nuova fase di riorganizzazione per Financo, la holding della famiglia Colaiacovo, uno dei principali gruppi industriali italiani nel settore del cemento e dei materiali da costruzione. Secondo quanto riportato il 27 ottobre da Milano Finanza, la società presieduta da Maria Carmela Colaiacovo ha depositato un progetto che prevede il trasferimento alla controllata Colacem delle partecipazioni detenute in Colabeton, Inba e Tracem. Un’operazione che segue il riassetto proprietario da 450 milioni di euro e il rinnovo dei vertici societari, vicende già approfondite nei mesi scorsi da chi scrive su Tag24 Umbria.
Colabeton, Inba e Tracem: le partecipazioni passano sotto Colacem
La novità riguarda l’organizzazione interna del gruppo e, in particolare, la concentrazione delle attività industriali direttamente collegate alla produzione e alla distribuzione del cemento.
Secondo Milano Finanza, il progetto depositato da Financo prevede il trasferimento a Colacem del 100% di Colabeton, società operante nel calcestruzzo, del 55% di Inba e del 60,4% di Tracem, entrambe attive nel settore dei trasporti e della logistica.
La logica industriale appare riconducibile alla volontà di concentrare sotto Colacem le partecipazioni nelle società che operano lungo la medesima filiera produttiva e distributiva.
Non si tratta, dunque, di una cessione a investitori esterni, ma di una riorganizzazione delle partecipazioni all’interno del perimetro societario del gruppo.
Resta da verificare, attraverso la documentazione depositata, la forma giuridica dei trasferimenti, la loro decorrenza e gli eventuali effetti patrimoniali.
Anche Poggiovalle torna direttamente sotto Financo
Il progetto di razionalizzazione interessa anche il comparto agro-turistico.
Sempre secondo la ricostruzione di Milano Finanza, Skydomus, società interamente controllata da Financo, ha trasferito alla holding il 60% di Poggiovalle, proprietaria dell’omonima tenuta situata a Fabro, in provincia di Terni.
Financo deteneva già il restante 40% del capitale e viene così a concentrare direttamente l’intera partecipazione.
Anche in questo caso l’operazione riguarda il riordino della struttura proprietaria, con la riduzione dei passaggi societari intermedi.
Il precedente: l’operazione da 450 milioni e i nuovi equilibri familiari
La riorganizzazione annunciata da Milano Finanza si inserisce in una fase di profondi cambiamenti degli assetti societari del gruppo Colaiacovo.
Il 5 maggio scorso, come documentato da Tag24 Umbria, è stata perfezionata l’operazione attraverso la quale le holding riconducibili ai rami familiari di Carlo e Ubaldo Colaiacovo hanno acquisito complessivamente il 25% del capitale di Financo precedentemente detenuto da Franco Colaiacovo Gold.
Un passaggio del valore di circa 450 milioni di euro che ha portato le partecipazioni di Carlo Colaiacovo Holding e Giovanni Colaiacovo Holding al 37,5% ciascuna, lasciando il restante 25% a Pasquale Colaiacovo Holding.
L’operazione ha modificato gli equilibri proprietari della holding, aprendo una nuova fase nella gestione del gruppo industriale.
Il rinnovo della governance e il ruolo delle società operative
Al riassetto dell’azionariato è seguito, nel giugno scorso, il rinnovo dei consigli di amministrazione di Colacem e Colabeton, con l’attribuzione di responsabilità operative a Carlo e Ubaldo Colaiacovo.
La nuova governance è stata presentata come un passaggio volto a rafforzare il coordinamento delle attività industriali e a consolidare la gestione delle società del gruppo.
Il successivo rinnovo degli organi amministrativi di Tracem e Inba ha interessato proprio due delle aziende ora coinvolte nel progetto di trasferimento delle partecipazioni.
La sequenza degli interventi delinea un processo di riorganizzazione che, dopo aver riguardato proprietà e vertici, interessa oggi la distribuzione delle attività tra le società controllate.
Non risultano tuttavia elementi sufficienti per stabilire se tutte queste operazioni fossero già comprese in un unico piano industriale definito nei mesi precedenti.
Il contenzioso tra i Colaiacovo resta aperto
La nuova fase societaria si sviluppa mentre proseguono le controversie giudiziarie legate ai rapporti patrimoniali tra i diversi rami della famiglia.
Come ricostruito da Tag24 Umbria nelle inchieste pubblicate il 29 luglio e il 27 agosto, la cessione delle partecipazioni è stata seguita da ulteriori iniziative giudiziarie.
Tra queste, un provvedimento cautelare di sequestro relativo a 150 milioni di euro e una richiesta risarcitoria di 617,4 milioni avanzata da Franco Colaiacovo Gold.
Si tratta di vicende che devono essere tenute distinte dalla gestione industriale del gruppo: il sequestro ha natura cautelare, mentre la domanda risarcitoria costituisce una pretesa sottoposta alla valutazione dell’autorità giudiziaria, non una passività definitivamente accertata.
Non emergono, allo stato delle informazioni disponibili, elementi che consentano di collegare direttamente il progetto di riorganizzazione industriale alle controversie in corso.
Bilancio 2025, ricavi oltre 1,1 miliardi e utile a 155 milioni
Il riassetto interviene in una fase di crescita dei risultati economici consolidati.
Secondo i dati riportati da Milano Finanza, Financo ha chiuso il 2025 con ricavi superiori a 1,1 miliardi di euro, rispetto a circa un miliardo dell’esercizio precedente.
Il risultato operativo, misurato dall’EBIT, è passato da 274 a 278 milioni di euro, mentre l’utile consolidato è salito da 143,5 a 155,2 milioni, con un incremento di circa l’8,2%.
Il gruppo, che occupa oltre 2.500 addetti, conferma così dimensioni industriali di rilievo nazionale, con una presenza articolata nella produzione del cemento, del calcestruzzo e nei servizi collegati.
La crescita dei risultati rappresenta un elemento significativo per valutare la solidità operativa del gruppo, pur non consentendo, da sola, di determinare gli effetti economici delle nuove operazioni societarie.
Dopo la proprietà e la governance, la riorganizzazione industriale
La novità comunicata da Milano Finanza consente di aggiungere un ulteriore capitolo alla ricostruzione delle vicende Financo sviluppata nei mesi scorsi.
Prima il trasferimento delle quote e la ridefinizione degli equilibri familiari, poi il rinnovo degli organi amministrativi, infine il progetto di concentrazione delle società operative sotto Colacem.
Il significato industriale della scelta appare chiaro: semplificare la catena delle partecipazioni e rafforzare l’integrazione tra produzione del cemento, calcestruzzo e logistica.
Rimangono da chiarire i tempi di attuazione del progetto, i valori attribuiti alle partecipazioni trasferite e gli eventuali riflessi sui bilanci delle singole società.
Per il gruppo Colaiacovo si apre dunque un’ulteriore fase di assestamento societario, destinata a incidere sull’organizzazione di una delle maggiori realtà industriali dell’Umbria, mentre il confronto giudiziario tra i rami familiari continua a seguire il proprio corso.
