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Perugia, Diana alla vigilia del Guidonia: “Diciassette gol subiti sono tanti. Mi aspetto una gara difficile”

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Il Perugia si prepara ad affrontare il Guidonia Montecelio nella dodicesima giornata di Serie C, girone B. Alla vigilia della trasferta, Aimo Diana è intervenuto in conferenza stampa, affrontando diversi temi: dalla situazione societaria ai problemi della squadra, passando per le possibili scelte di formazione.

Sulla situazione societaria

“Capisco che questa cosa faccia parlare e discutere, non siamo insensibili. Credo che in questo momento il nostro problema sia tutt’altro che la società. Noi siamo fuori da questo aspetto, abbiamo parlato solo di Guidonia e basta. Posso dire quello che vedo: vedo persone che si stanno impegnando tantissimo, noi in campo, ma anche quelle attorno a me. Ogni giorno abbiamo sempre Alessandro Gaucci vicino e vedo l’impegno che ci mettono per risolvere questa situazione. Mi fido ciecamente di questa situazione.

Discutiamo prettamente di calcio. Ho fiducia perché mi devo occupare del campo e a noi non manca niente. Ci crea qualche problematica? Assolutamente no, non è un argomento che trattiamo all’interno dello spogliatoio”.

Sulla continuità e i blackout della squadra

“Vorrei vedere più continuità nella partita. Se analizzo la gara con il Pescara, la racchiudo in due o tre situazioni. I primi dieci minuti di entrambi i tempi sono stati a vantaggio di una squadra: il primo noi, il secondo loro. Il restante del primo tempo lo abbiamo fatto noi e il secondo loro. Siamo alla ricerca di questa continuità. Essere dominanti non è facile, soprattutto quando incontri squadre di un certo livello.

Ci stiamo impegnando. Ci esponiamo ovviamente, essere dominanti ti porta anche a perdere qualche pallone. La sconfitta mi ha dato un fastidio incredibile per come è arrivata. Non ci sentiamo inferiori al Pescara, alla lunga non lo saremo se troviamo quella continuità. Facciamo errori personali e non a livello tattico. Dobbiamo trovare l’equilibrio. Per me il pareggio sarebbe stato un risultato giusto per le occasioni create.

Fossero arrivati problemi nuovi, allora ci lavori. Invece lavoriamo sempre con i cinque minuti di blackout sui quali lavoriamo da tempo. Tutti ci prendiamo le nostre responsabilità”.

Su Cortesi, l’attacco e la difesa

“Se prendiamo la squadra giocatore per giocatore, abbiamo giocatori predisposti al palleggio. A me piace, è una mia peculiarità. Se avessi dieci play, farei giocare dieci play. Andando a rivedere le partite, l’area la riempiamo, sbagliamo la qualità dei cross. Ci stiamo lavorando. Le caratteristiche dei calciatori non le cambi, puoi indurli a fare qualcosa di diverso.

Cortesi è a disposizione, ci sta facendo vedere con gli spezzoni fatti che sta crescendo, potrebbe giocare. Sicuramente non ci sarà Kabashi, Canotto è al primo allenamento che fa oggi, lo valuteremo.

Non temo il sintetico, ci giocano tutti, ci giocheremo anche noi. Ci siamo allenati, anche settimana prossima giocheremo sul sintetico a Piancastagnaio. Sicuramente sono più abituati loro, non deve essere una problematica. Cortesi lo reputo una seconda punta, un trequartista esterno. Io posso dargli dei principi di gioco, ma voglio che questi giocatori giochino con grande libertà. L’indicazione gliela dai sulla fase difensiva, ma quando ha la palla devono essere liberi. Sono contento di avere questo tipo di giocatori.

Gli attaccanti sono legati ai gol che fanno. Van Amersfoort magari non sta attraversando la sua migliore condizione atletica, è un giocatore che arriva senza un ritiro dietro, così come altri. Ci aspettavamo questo, abbiamo giocatori che possono giocare. Questa squadra, se esce uno ed entra un altro, il livello cambia poco. Problema in attacco? Assolutamente no.

Qualche cambiamento si può fare, anche sugli esterni. Qualcuno rientra e può far rifiatare gli altri. Stramaccioni potrebbe giocare, così come Angeli e Papazov. Diciassette gol subiti sono tanti, io non li ho mai presi, l’ho detto anche ai ragazzi. Non è colpa dei tre difensori, ma della fase difensiva. La croce addosso non la metto a nessuno, dobbiamo fare meglio a livello personale, bisogna togliere tutti gli errori che sono singoli”.

Guidonia-Perugia, le probabili formazioni: dubbi in attacco per Diana?

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Il Perugia si prepara a tornare in campo per lasciarsi alle spalle la sconfitta rimediata nell’ultimo turno di campionato. Domani, sabato 31 ottobre, alle ore 17:30, i biancorossi saranno ospiti del Guidonia Montecelio allo stadio Città dell’Aria, nella gara valida per la dodicesima giornata del campionato di Serie C, girone B.

Guidonia Montecelio-Perugia: le probabili formazioni

Ecco le probabili formazioni del match tra Guidonia Montecelio e Perugia.

GUIDONIA MONTECELIO (3-5-2): Drago; Esempio, Borghini, Baroni; Viteritti, Tascone, Celeghin, Murgia, Zappella; Ferrari, Vertainen. Allenatore: Ginestra.

PERUGIA (3-5-2): Zelezny; Tozzuolo, Riccardi, Stramaccioni; Quirini, Carriero, Langella, Ladinetti, Borsoi; Cortesi, Sabbatani. Allenatore: Diana.

Gubbio, tre misure cautelari per estorsioni e intimidazioni. Fiorucci: «Grazie a Procura e Carabinieri»

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Il sindaco esprime il riconoscimento dell’amministrazione comunale per l’operazione condotta dai Carabinieri e manifesta vicinanza ai cittadini e agli imprenditori coinvolti nelle indagini.

GUBBIO – Il sindaco Vittorio Fiorucci esprime, a nome dell’amministrazione comunale e della comunità eugubina, apprezzamento e riconoscenza alla Procura della Repubblica di Perugia e all’Arma dei Carabinieri, in particolare alla Compagnia di Gubbio, per l’operazione che ha portato all’esecuzione di tre misure cautelari nell’ambito delle indagini su presunti episodi di estorsione, intimidazione e violenza ai danni di cittadini e operatori economici del territorio.

Il ringraziamento alle forze dell’ordine

«L’operazione testimonia l’impegno, la professionalità e la capacità investigativa delle istituzioni preposte alla sicurezza, nonché l’efficacia dell’azione dello Stato nel contrasto a fenomeni criminali che incidono profondamente sulla serenità delle persone», dichiara Fiorucci.

Il sindaco sottolinea anche la necessità di tutelare chi svolge attività economiche, manifestando solidarietà alle persone coinvolte nelle vicende oggetto delle indagini.

«La libertà di vivere, lavorare e svolgere la propria attività senza subire minacce o condizionamenti costituisce un diritto fondamentale che le istituzioni hanno il dovere di tutelare».

«Fondamentale la fiducia nelle istituzioni»

Fiorucci richiama infine il rispetto delle garanzie processuali e della presunzione di innocenza, evidenziando l’importanza di un’attività investigativa rigorosa per rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Il primo cittadino rinnova quindi la riconoscenza alla Procura di Perugia e ai militari dell’Arma, con particolare riferimento alla Compagnia di Gubbio, per l’impegno nella tutela della sicurezza e dei diritti della comunità.

Quando tutto tace, la radio continua a parlare

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A dieci anni dal terremoto del 30 ottobre 2016, una riflessione sul ruolo dei radioamatori nelle emergenze: una passione che unisce conoscenza tecnica, sperimentazione e spirito di servizio.

Il 30 ottobre 2016, alle 7:40, una violentissima scossa di magnitudo 6,5 colpì l’Italia centrale, devastando Norcia e numerosi centri dell’Umbria e delle Marche. Dieci anni dopo, quella tragedia invita a riflettere non soltanto sulla fragilità del territorio, ma anche su un’esigenza fondamentale durante ogni emergenza: mantenere aperte le comunicazioni.

Quando un terremoto danneggia le infrastrutture, interrompe l’energia elettrica e mette fuori servizio le reti telefoniche, persino chiedere aiuto può diventare difficile. Eppure esiste una tecnologia, nata oltre un secolo fa, capace di funzionare senza Internet e senza telefonia cellulare: la radio.

Una tecnologia antica, ma tutt’altro che superata

In tutto il mondo, migliaia di radioamatori mantengono viva questa possibilità. Attraverso antenne, ricetrasmettitori e apparecchiature talvolta autocostruite, stabiliscono collegamenti anche a migliaia di chilometri di distanza, sperimentano nuove modalità di trasmissione, utilizzano satelliti amatoriali e studiano la propagazione delle onde elettromagnetiche.

Il radioamatore non è semplicemente qualcuno che parla attraverso un microfono. È un appassionato che acquisisce competenze tecniche, impara a conoscere le caratteristiche delle frequenze e spesso costruisce o modifica personalmente i propri apparati.

Una cultura della sperimentazione che, nell’epoca delle comunicazioni digitali, conserva una sorprendente attualità.

Quando la passione diventa servizio

Il valore del radiantismo emerge soprattutto nelle situazioni di emergenza.

Radioamatori adeguatamente preparati e inseriti nelle organizzazioni di protezione civile possono contribuire a ristabilire collegamenti tra località isolate, centri operativi e squadre di soccorso, utilizzando apparati alimentati anche da batterie o generatori autonomi.

In Italia, associazioni come l’ARI – Associazione Radioamatori Italiani – promuovono la preparazione tecnica e la partecipazione organizzata alle attività di radiocomunicazione d’emergenza.

Naturalmente, la radio non è una soluzione infallibile. Occorrono antenne efficienti, energia, apparecchiature funzionanti e, soprattutto, operatori capaci di utilizzarle. Ma la possibilità di comunicare senza dipendere dalle reti commerciali costituisce una risorsa preziosa quando queste vengono meno.

L’eredità di Marconi e il valore della solidarietà

C’è un aspetto del mondo radioamatoriale che merita particolare attenzione: la disponibilità a mettere conoscenze e capacità personali al servizio della collettività.

Dietro una stazione radio ci sono spesso anni di studio, prove, collegamenti e sperimentazioni. Un patrimonio di esperienza che può assumere un significato concreto proprio nei momenti più difficili.

È anche questa l’eredità di Guglielmo Marconi: non soltanto una straordinaria conquista scientifica, ma la possibilità di superare le distanze e mantenere un contatto quando ogni altra strada sembra interrotta.

Nel decennale del terremoto, Norcia, Preci e Cascia tornano a ricordare le ferite del sisma attraverso cerimonie e iniziative commemorative. Un’occasione per riflettere sulla prevenzione, sulla preparazione e sulla solidarietà.

Perché, nelle emergenze, una comunicazione può significare una richiesta di soccorso, un’informazione indispensabile o semplicemente la certezza di non essere rimasti soli.

E quando tutto tace, riuscire a far arrivare una voce può davvero fare la differenza.

Carabinieri, concorso per 400 allievi marescialli laureati: domande prorogate al 9 novembre

Più tempo per partecipare alla selezione straordinaria dell’Arma. Possono candidarsi i cittadini italiani laureati che non abbiano compiuto 28 anni. Domande esclusivamente online.

Prorogata al 9 novembre 2026 la scadenza per partecipare al concorso straordinario dell’Arma dei Carabinieri per il reclutamento di 400 allievi marescialli in possesso di laurea. Il termine, inizialmente fissato al 30 ottobre, è stato posticipato per consentire una più ampia partecipazione dei giovani laureati.

Requisiti e modalità di partecipazione

Il concorso è rivolto ai cittadini italiani in possesso di una delle lauree indicate nella tabella A allegata al bando, appartenenti anche alle aree umanistica, scientifica, sanitaria e forestale.

I candidati devono non aver compiuto 28 anni ed essere in possesso dei diritti civili e politici.

Le domande devono essere presentate online attraverso il sito ufficiale www.carabinieri.it, nella sezione dedicata ai concorsi.

Le prove previste

La selezione comprende un’eventuale prova preliminare, una prova scritta di lingua italiana o tedesca, prove di efficienza fisica, accertamenti psicofisici e attitudinali, una prova orale e la valutazione dei titoli di merito.

Per conoscere le classi di laurea ammesse, i requisiti completi e le modalità di svolgimento delle prove è necessario consultare il bando ufficiale pubblicato sul portale dell’Arma.

Gubbio, Fiorucci respinge le dimissioni dell’assessore Farneti: «Il suo operato non è in discussione»

Colpo di scena in Consiglio comunale: l’assessore al Bilancio lascia Gubbio Civica e rimette il mandato nelle mani del sindaco, che gli conferma piena fiducia e deleghe.

GUBBIO – Il sindaco Vittorio Fiorucci non accetta le dimissioni dell’assessore al Bilancio Filippo Farneti e ne conferma la permanenza in Giunta. La decisione arriva dopo il colpo di scena nel Consiglio comunale straordinario, quando Farneti, al termine del proprio intervento sulla variazione di bilancio 2026-2028, ha annunciato l’uscita da Gubbio Civica e rimesso il mandato nelle mani del primo cittadino, abbandonando successivamente l’aula.

Fiorucci: piena fiducia nell’assessore

Interpellato sull’accaduto da TRG, Fiorucci ha riconosciuto le tensioni interne a Gubbio Civica, ricordando che Farneti aveva già manifestato disagio e che lo stesso gruppo aveva espresso pubblicamente dissenso nei suoi confronti.

Il sindaco ha ammesso di non essersi aspettato l’annuncio durante la seduta consiliare, ma ha escluso conseguenze sull’incarico amministrativo.

«L’assessore Farneti è un uomo di punta di questa amministrazione e il suo operato non è minimamente in discussione. Per me ha la sua riconferma. Le deleghe le dà il sindaco e quindi non è assolutamente in discussione».

La rottura politica con Gubbio Civica non si traduce dunque, almeno per il momento, in un’uscita dalla Giunta. Resta invece aperta la questione dei rapporti interni alla maggioranza, già attraversata da tensioni e dissensi.

Foligno, al CIAC il paesaggio diventa arte: oltre 130 fotografie raccontano il nuovo millennio

Inaugurata la mostra promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno con il Museo nazionale di Fotografia. Da Gabriele Basilico a Thomas Struth, un viaggio attraverso le trasformazioni dello sguardo contemporaneo. Esposizione aperta fino al 17 gennaio 2027.

FOLIGNO – Oltre 130 opere di fotografi italiani e internazionali raccontano come sia cambiato il nostro modo di osservare e rappresentare il mondo. È stata inaugurata al CIAC – Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno la mostra Paesaggi del nuovo millennio, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno in collaborazione con il MUNAF – Museo nazionale di Fotografia. L’esposizione, curata da Matteo Balduzzi, resterà aperta fino al 17 gennaio 2027.

Il paesaggio oltre la fotografia tradizionale

La mostra esplora le trasformazioni della fotografia tra il 1995 e il 2010, quando il paesaggio smette di essere soltanto una rappresentazione della natura e diventa uno strumento per interpretare i cambiamenti della società.

Le città, gli spazi industriali, i territori trasformati dall’uomo e i luoghi della quotidianità diventano protagonisti di una ricerca che intreccia sensibilità artistica, attenzione ambientale e riflessione sociale.

Le opere, provenienti dalle collezioni del MUNAF, sono esposte in grande formato, con un allestimento che valorizza l’esperienza diretta del visitatore.

Da Basilico a Struth, i protagonisti della fotografia contemporanea

Il percorso riunisce alcuni dei nomi più rappresentativi della fotografia internazionale: Gabriele Basilico, Guido Guidi, Paul Graham, Armin Linke, Thomas Struth e Massimo Vitali, accanto a Paola Di Bello, Paola De Pietri, Alessandra Spranzi e numerosi altri artisti.

L’esposizione documenta anche una svolta tecnica ed espressiva: l’affermazione del colore, l’avvento del digitale, le possibilità della post-produzione e l’utilizzo di formati monumentali, capaci di avvicinare la fotografia alla pittura.

Torna inoltre la presenza umana, non più soltanto suggerita dagli ambienti, ma parte integrante del paesaggio e delle sue trasformazioni.

La Fondazione rilancia le collaborazioni culturali

Durante l’inaugurazione, la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, Monica Sassi, ha sottolineato il ritorno alle collaborazioni con importanti istituzioni culturali, ricordando le precedenti esperienze con la Fondazione Fotografia di Modena e prospettando nuove iniziative per il 2027.

La direttrice del MUNAF, Gabriella Guerci, ha evidenziato il valore della collaborazione, che permette di presentare al pubblico una selezione delle collezioni del museo, comprendenti circa due milioni di immagini.

Per il direttore artistico del CIAC, Italo Tomassoni, il paesaggio fotografico nasce soprattutto dall’incontro tra natura e sensibilità umana: non basta rappresentare montagne, fiumi o colline, ma occorre restituire il significato che quei luoghi assumono attraverso lo sguardo.

Il curatore Matteo Balduzzi ha infine richiamato il passaggio dalla fotografia intimista degli anni Ottanta alle grandi opere museali contemporanee, capaci di raccontare globalizzazione, trasformazioni ambientali e nuove identità.

Paesaggi del nuovo millennio offre così un percorso attraverso un momento decisivo della storia della fotografia, quando l’immagine del territorio diventa anche una riflessione sul rapporto tra l’uomo e il mondo che abita.

Financo, il riassetto dei Colaiacovo entra nella seconda fase: dopo le quote e i vertici, cambia la struttura industriale

La holding eugubina prepara il trasferimento a Colacem delle partecipazioni in Colabeton, Inba e Tracem. La notizia, pubblicata da Milano Finanza, arriva dopo la riorganizzazione degli assetti proprietari e il rinnovo della governance. Nel 2025 ricavi oltre 1,1 miliardi e utili in crescita. Sullo sfondo resta il contenzioso tra i rami della famiglia.

GUBBIO, 29 ottobre 2026 – Nuova fase di riorganizzazione per Financo, la holding della famiglia Colaiacovo, uno dei principali gruppi industriali italiani nel settore del cemento e dei materiali da costruzione. Secondo quanto riportato il 27 ottobre da Milano Finanza, la società presieduta da Maria Carmela Colaiacovo ha depositato un progetto che prevede il trasferimento alla controllata Colacem delle partecipazioni detenute in Colabeton, Inba e Tracem. Un’operazione che segue il riassetto proprietario da 450 milioni di euro e il rinnovo dei vertici societari, vicende già approfondite nei mesi scorsi da chi scrive su Tag24 Umbria.

Colabeton, Inba e Tracem: le partecipazioni passano sotto Colacem

La novità riguarda l’organizzazione interna del gruppo e, in particolare, la concentrazione delle attività industriali direttamente collegate alla produzione e alla distribuzione del cemento.

Secondo Milano Finanza, il progetto depositato da Financo prevede il trasferimento a Colacem del 100% di Colabeton, società operante nel calcestruzzo, del 55% di Inba e del 60,4% di Tracem, entrambe attive nel settore dei trasporti e della logistica.

La logica industriale appare riconducibile alla volontà di concentrare sotto Colacem le partecipazioni nelle società che operano lungo la medesima filiera produttiva e distributiva.

Non si tratta, dunque, di una cessione a investitori esterni, ma di una riorganizzazione delle partecipazioni all’interno del perimetro societario del gruppo.

Resta da verificare, attraverso la documentazione depositata, la forma giuridica dei trasferimenti, la loro decorrenza e gli eventuali effetti patrimoniali.

Anche Poggiovalle torna direttamente sotto Financo

Il progetto di razionalizzazione interessa anche il comparto agro-turistico.

Sempre secondo la ricostruzione di Milano Finanza, Skydomus, società interamente controllata da Financo, ha trasferito alla holding il 60% di Poggiovalle, proprietaria dell’omonima tenuta situata a Fabro, in provincia di Terni.

Financo deteneva già il restante 40% del capitale e viene così a concentrare direttamente l’intera partecipazione.

Anche in questo caso l’operazione riguarda il riordino della struttura proprietaria, con la riduzione dei passaggi societari intermedi.

Il precedente: l’operazione da 450 milioni e i nuovi equilibri familiari

La riorganizzazione annunciata da Milano Finanza si inserisce in una fase di profondi cambiamenti degli assetti societari del gruppo Colaiacovo.

Il 5 maggio scorso, come documentato da Tag24 Umbria, è stata perfezionata l’operazione attraverso la quale le holding riconducibili ai rami familiari di Carlo e Ubaldo Colaiacovo hanno acquisito complessivamente il 25% del capitale di Financo precedentemente detenuto da Franco Colaiacovo Gold.

Un passaggio del valore di circa 450 milioni di euro che ha portato le partecipazioni di Carlo Colaiacovo Holding e Giovanni Colaiacovo Holding al 37,5% ciascuna, lasciando il restante 25% a Pasquale Colaiacovo Holding.

L’operazione ha modificato gli equilibri proprietari della holding, aprendo una nuova fase nella gestione del gruppo industriale.

Il rinnovo della governance e il ruolo delle società operative

Al riassetto dell’azionariato è seguito, nel giugno scorso, il rinnovo dei consigli di amministrazione di Colacem e Colabeton, con l’attribuzione di responsabilità operative a Carlo e Ubaldo Colaiacovo.

La nuova governance è stata presentata come un passaggio volto a rafforzare il coordinamento delle attività industriali e a consolidare la gestione delle società del gruppo.

Il successivo rinnovo degli organi amministrativi di Tracem e Inba ha interessato proprio due delle aziende ora coinvolte nel progetto di trasferimento delle partecipazioni.

La sequenza degli interventi delinea un processo di riorganizzazione che, dopo aver riguardato proprietà e vertici, interessa oggi la distribuzione delle attività tra le società controllate.

Non risultano tuttavia elementi sufficienti per stabilire se tutte queste operazioni fossero già comprese in un unico piano industriale definito nei mesi precedenti.

Il contenzioso tra i Colaiacovo resta aperto

La nuova fase societaria si sviluppa mentre proseguono le controversie giudiziarie legate ai rapporti patrimoniali tra i diversi rami della famiglia.

Come ricostruito da Tag24 Umbria nelle inchieste pubblicate il 29 luglio e il 27 agosto, la cessione delle partecipazioni è stata seguita da ulteriori iniziative giudiziarie.

Tra queste, un provvedimento cautelare di sequestro relativo a 150 milioni di euro e una richiesta risarcitoria di 617,4 milioni avanzata da Franco Colaiacovo Gold.

Si tratta di vicende che devono essere tenute distinte dalla gestione industriale del gruppo: il sequestro ha natura cautelare, mentre la domanda risarcitoria costituisce una pretesa sottoposta alla valutazione dell’autorità giudiziaria, non una passività definitivamente accertata.

Non emergono, allo stato delle informazioni disponibili, elementi che consentano di collegare direttamente il progetto di riorganizzazione industriale alle controversie in corso.

Bilancio 2025, ricavi oltre 1,1 miliardi e utile a 155 milioni

Il riassetto interviene in una fase di crescita dei risultati economici consolidati.

Secondo i dati riportati da Milano Finanza, Financo ha chiuso il 2025 con ricavi superiori a 1,1 miliardi di euro, rispetto a circa un miliardo dell’esercizio precedente.

Il risultato operativo, misurato dall’EBIT, è passato da 274 a 278 milioni di euro, mentre l’utile consolidato è salito da 143,5 a 155,2 milioni, con un incremento di circa l’8,2%.

Il gruppo, che occupa oltre 2.500 addetti, conferma così dimensioni industriali di rilievo nazionale, con una presenza articolata nella produzione del cemento, del calcestruzzo e nei servizi collegati.

La crescita dei risultati rappresenta un elemento significativo per valutare la solidità operativa del gruppo, pur non consentendo, da sola, di determinare gli effetti economici delle nuove operazioni societarie.

Dopo la proprietà e la governance, la riorganizzazione industriale

La novità comunicata da Milano Finanza consente di aggiungere un ulteriore capitolo alla ricostruzione delle vicende Financo sviluppata nei mesi scorsi.

Prima il trasferimento delle quote e la ridefinizione degli equilibri familiari, poi il rinnovo degli organi amministrativi, infine il progetto di concentrazione delle società operative sotto Colacem.

Il significato industriale della scelta appare chiaro: semplificare la catena delle partecipazioni e rafforzare l’integrazione tra produzione del cemento, calcestruzzo e logistica.

Rimangono da chiarire i tempi di attuazione del progetto, i valori attribuiti alle partecipazioni trasferite e gli eventuali riflessi sui bilanci delle singole società.

Per il gruppo Colaiacovo si apre dunque un’ulteriore fase di assestamento societario, destinata a incidere sull’organizzazione di una delle maggiori realtà industriali dell’Umbria, mentre il confronto giudiziario tra i rami familiari continua a seguire il proprio corso.

Ternana Women, Cintia Martins presenta la sfida con il Como: “Dobbiamo avere fame e grinta”

La Ternana Women si prepara a tornare in campo davanti al proprio pubblico. Sabato alle ore 12:30, allo stadio Moreno Gubbiotti, le rossoverdi affronteranno il Como Women in una gara importante per riscattare la sconfitta rimediata nell’ultimo turno di campionato contro il Milan, che si è imposto per 3-0.

In vista della sfida, ai microfoni ufficiali del club è intervenuta Cintia Martins, terzino delle Fere, che ha analizzato le difficoltà della prossima partita e le motivazioni con cui la squadra vuole affrontare l’impegno casalingo.

“Sappiamo che il Como 1907 è una grande squadra, ha 10 punti ed è messo molto bene in classifica. Hanno giocatrici di grande qualità, quindi sappiamo che sarà una partita difficile. Però anche noi abbiamo le nostre qualità e dobbiamo entrare in campo ancora più concentrate, con tanta grinta, fame e voglia di fare bene. Giochiamo in casa e questo deve essere un punto a nostro favore, perché sappiamo che per le altre squadre non è mai facile venire a giocare sul nostro campo. Dobbiamo sfruttare questo vantaggio e dimostrare che siamo capaci di ottenere un ottimo risultato anche contro una squadra forte come il Como 1907”.

Ternana Women, Cintia Martins: “Dobbiamo trasformare la delusione di Milano in energia positiva”

La sconfitta per 3-0 contro il Milan rappresenta un risultato da lasciarsi alle spalle in fretta. La formazione rossoverde è chiamata a reagire, sfruttando il fattore campo e ritrovando la determinazione necessaria per confrontarsi con un’avversaria di qualità.

Martins ha sottolineato l’importanza dell’atteggiamento mentale, invitando la squadra a trasformare la delusione dell’ultima giornata in uno stimolo per fare meglio.

“È stato un risultato pesante, però non possiamo rimanere ferme su questa partita. Ormai è passata e non dobbiamo abbatterci per questo risultato, anzi dobbiamo usarlo come motivazione per fare meglio. Sappiamo che sono squadre difficili da affrontare, ma sappiamo anche che abbiamo le capacità per fare di più. Adesso dobbiamo guardare avanti, perché abbiamo già un’altra partita e dobbiamo essere concentrate sulla prossima sfida. È molto importante trasformare la delusione di Milano in energia positiva, perché se entriamo già in campo pensando che sarà una partita difficile e che non ce la possiamo fare, diventa ancora più difficile ottenere un buon risultato. Dobbiamo avere un atteggiamento positivo, lasciare alle spalle la partita che è passata e concentrarci sul presente. È una nuova partita, una nuova opportunità per dimostrare quello che sappiamo fare. Dobbiamo scendere in campo con tanta motivazione, ancora più forza e tanta voglia di fare bene. Giochiamo anche in casa, davanti ai nostri tifosi, e questo è sicuramente un punto a nostro favore e una motivazione in più per fare una grande partita”.

Ternana Women, la crescita di Cintia Martins: “Voglio diventare un terzino completo”

Quella in corso è la seconda stagione di Cintia Martins con la maglia della Ternana Women. Arrivata inizialmente con caratteristiche da attaccante esterno, la calciatrice si sta affermando nel ruolo di terzino destro, lavorando per migliorare il proprio rendimento in entrambe le fasi di gioco.

La giocatrice ha raccontato il suo rapporto con l’ambiente rossoverde e gli obiettivi personali che intende raggiungere nel corso della stagione.

“Sto vivendo molto bene questa mia seconda stagione alla Ternana Women. Mi piace stare qui, mi trovo molto bene e sento che le persone conoscono il mio valore. So che posso contare su di loro e che anche loro possono contare su di me. A livello personale, penso che una cosa che devo migliorare sia avere più coraggio di andare in avanti. Sono arrivata alla Ternana Women come attaccante, quindi adesso che gioco come terzino non voglio perdere la mia parte offensiva. Il mio obiettivo è diventare un terzino completo, forte sia in fase difensiva che offensiva, e riuscire ad aiutare la squadra anche in attacco. Voglio essere una giocatrice capace di fare tutta la fascia, sia per difendere che per attaccare. Questo è il mio obiettivo principale per questa stagione”.

Gubbio, altro infortunio: Carraro salta la Vis Pesaro. Rischio stop di oltre un mese

Continua a piovere sul bagnato in casa Gubbio. In vista della sfida contro la Vis Pesaro, in programma domenica 1 novembre alle ore 14:30 allo stadio Pietro Barbetti, arriva un’altra notizia negativa per la formazione rossoblù, alle prese con una situazione sempre più complicata sul fronte degli infortuni.

A fermarsi è Federico Carraro, centrocampista classe 1992, che ha accusato un problema fisico e non sarà a disposizione per una partita che potrebbe rivelarsi già fondamentale nella corsa alla salvezza. Le condizioni del giocatore dovranno essere valutate con maggiore precisione, in attesa di comunicazioni ufficiali da parte del club. Al momento, però, il rischio è che lo stop possa essere piuttosto lungo, con un’assenza che potrebbe protrarsi per oltre un mese.