Il Perugia si prepara ad affrontare il Guidonia Montecelio nella dodicesima giornata di Serie C, girone B. Alla vigilia della trasferta, Aimo Diana è intervenuto in conferenza stampa, affrontando diversi temi: dalla situazione societaria ai problemi della squadra, passando per le possibili scelte di formazione.
Sulla situazione societaria
“Capisco che questa cosa faccia parlare e discutere, non siamo insensibili. Credo che in questo momento il nostro problema sia tutt’altro che la società. Noi siamo fuori da questo aspetto, abbiamo parlato solo di Guidonia e basta. Posso dire quello che vedo: vedo persone che si stanno impegnando tantissimo, noi in campo, ma anche quelle attorno a me. Ogni giorno abbiamo sempre Alessandro Gaucci vicino e vedo l’impegno che ci mettono per risolvere questa situazione. Mi fido ciecamente di questa situazione.
Discutiamo prettamente di calcio. Ho fiducia perché mi devo occupare del campo e a noi non manca niente. Ci crea qualche problematica? Assolutamente no, non è un argomento che trattiamo all’interno dello spogliatoio”.
Sulla continuità e i blackout della squadra
“Vorrei vedere più continuità nella partita. Se analizzo la gara con il Pescara, la racchiudo in due o tre situazioni. I primi dieci minuti di entrambi i tempi sono stati a vantaggio di una squadra: il primo noi, il secondo loro. Il restante del primo tempo lo abbiamo fatto noi e il secondo loro. Siamo alla ricerca di questa continuità. Essere dominanti non è facile, soprattutto quando incontri squadre di un certo livello.
Ci stiamo impegnando. Ci esponiamo ovviamente, essere dominanti ti porta anche a perdere qualche pallone. La sconfitta mi ha dato un fastidio incredibile per come è arrivata. Non ci sentiamo inferiori al Pescara, alla lunga non lo saremo se troviamo quella continuità. Facciamo errori personali e non a livello tattico. Dobbiamo trovare l’equilibrio. Per me il pareggio sarebbe stato un risultato giusto per le occasioni create.
Fossero arrivati problemi nuovi, allora ci lavori. Invece lavoriamo sempre con i cinque minuti di blackout sui quali lavoriamo da tempo. Tutti ci prendiamo le nostre responsabilità”.
Su Cortesi, l’attacco e la difesa
“Se prendiamo la squadra giocatore per giocatore, abbiamo giocatori predisposti al palleggio. A me piace, è una mia peculiarità. Se avessi dieci play, farei giocare dieci play. Andando a rivedere le partite, l’area la riempiamo, sbagliamo la qualità dei cross. Ci stiamo lavorando. Le caratteristiche dei calciatori non le cambi, puoi indurli a fare qualcosa di diverso.
Cortesi è a disposizione, ci sta facendo vedere con gli spezzoni fatti che sta crescendo, potrebbe giocare. Sicuramente non ci sarà Kabashi, Canotto è al primo allenamento che fa oggi, lo valuteremo.
Non temo il sintetico, ci giocano tutti, ci giocheremo anche noi. Ci siamo allenati, anche settimana prossima giocheremo sul sintetico a Piancastagnaio. Sicuramente sono più abituati loro, non deve essere una problematica. Cortesi lo reputo una seconda punta, un trequartista esterno. Io posso dargli dei principi di gioco, ma voglio che questi giocatori giochino con grande libertà. L’indicazione gliela dai sulla fase difensiva, ma quando ha la palla devono essere liberi. Sono contento di avere questo tipo di giocatori.
Gli attaccanti sono legati ai gol che fanno. Van Amersfoort magari non sta attraversando la sua migliore condizione atletica, è un giocatore che arriva senza un ritiro dietro, così come altri. Ci aspettavamo questo, abbiamo giocatori che possono giocare. Questa squadra, se esce uno ed entra un altro, il livello cambia poco. Problema in attacco? Assolutamente no.
Qualche cambiamento si può fare, anche sugli esterni. Qualcuno rientra e può far rifiatare gli altri. Stramaccioni potrebbe giocare, così come Angeli e Papazov. Diciassette gol subiti sono tanti, io non li ho mai presi, l’ho detto anche ai ragazzi. Non è colpa dei tre difensori, ma della fase difensiva. La croce addosso non la metto a nessuno, dobbiamo fare meglio a livello personale, bisogna togliere tutti gli errori che sono singoli”.

