Intervento dai toni durissimi del sindaco in Consiglio comunale dopo le tensioni politiche e il venir meno del numero legale nella seduta di ieri. Nel mirino le critiche alla gestione della Multiservizi, le astensioni e i dissensi anche all’interno della maggioranza. «Sono un uomo libero. Nessuno può legare le mani al sindaco».
GUBBIO, 29 ottobre 2026 – «Io non mi tolgo, io sono qui fermo. Finché sto in piedi tengo!». È uno dei passaggi più significativi dell’intervento pronunciato oggi dal sindaco Vittorio Fiorucci in Consiglio comunale. Un discorso dai toni particolarmente accesi, rivolto non soltanto alle opposizioni, ma anche a quei consiglieri della sua stessa maggioranza che hanno manifestato perplessità e dissensi sull’operato dell’amministrazione.
Sul tavolo, oltre alle tensioni politiche culminate ieri nel venir meno del numero legale, la situazione economica della società Multiservizi e le scelte dell’amministrazione per affrontarne le criticità.
Il primo cittadino ha rivendicato la propria autonomia politica, respingendo quelle che considera manovre e strumentalizzazioni, e ha invitato apertamente chi non condivide più la sua linea a utilizzare gli strumenti previsti dall’ordinamento per mettere in discussione la sua permanenza alla guida del Comune.
Il numero legale e le responsabilità dei consiglieri
Fiorucci ha inizialmente richiamato le circostanze che hanno determinato le difficoltà della seduta precedente, ricordando l’assenza di tre consiglieri, tra impegni istituzionali, professionali e motivi di salute.
Ha quindi distinto le assenze giustificate dalle valutazioni politiche e dai comportamenti che, a suo giudizio, finiscono per compromettere il funzionamento dell’istituzione.
«Le responsabilità sono sempre individuali», ha ammonito, sottolineando che l’appartenenza a un gruppo consiliare non esime ciascun eletto dal motivare le proprie decisioni.
«Il fatto che si sia in gruppo e si alzi la mano in gruppo non vuol dire che siamo di fronte al mal comune mezzo gaudio», ha osservato, contestando l’idea che una scelta collettiva possa attenuare la responsabilità del singolo consigliere.
Il sindaco ha quindi chiesto maggiore chiarezza a chi esprime dissenso attraverso il voto o l’astensione: «Perché è facile alzare la manina. Ma bisogna avere le palle, amministrativamente parlando, di dire anche perché».
Le «bucciottate politiche» e il richiamo alla serietà istituzionale
Nel suo intervento Fiorucci ha utilizzato anche un’espressione tipicamente eugubina, parlando di «bucciottate politiche».
Il termine deriva da bucciotto, parola del dialetto locale che indica un pupazzo o un burattino, utilizzata anche per il pupazzo di neve. Nel linguaggio polemico del sindaco, l’espressione assume il significato di comportamenti politici che egli considera poco seri, più vicini alla rappresentazione che all’assunzione concreta di responsabilità.
Secondo Fiorucci, simili atteggiamenti rischiano di trasmettere ai cittadini, soprattutto a quanti affrontano quotidianamente le difficoltà del lavoro, un’immagine negativa delle istituzioni.
Il richiamo è stato rivolto indistintamente a chi, nella maggioranza e nell’opposizione, contesta le scelte amministrative senza proporre, a suo giudizio, alternative adeguatamente motivate.
Multiservizi, il sindaco difende la linea dell’amministrazione
Uno dei passaggi centrali del discorso ha riguardato la situazione economica della società Multiservizi, al centro del confronto politico.
Fiorucci ha contestato le critiche rivolte alla gestione della vicenda, richiamando i dati economici che, secondo quanto da lui riferito, descrivono una situazione particolarmente compromessa.
«Ma di che cosa stiamo parlando? Cinquecentomila euro e passa di capitale negativo, un milione di debiti, più quanta perdita? Trecentosessanta…», ha affermato, citando cifre sulle quali ha invitato i consiglieri a riflettere.
Il sindaco ha sostenuto che le difficoltà della società non siano riconducibili soltanto alla gestione recente, ma derivino da un modello organizzativo consolidatosi nel corso degli anni.
«È sbagliato il modello di quella struttura. È un modello che genera debiti e non dà servizi», ha dichiarato.
Fiorucci ha ribadito l’intenzione di salvaguardare i livelli occupazionali, potenziare i servizi utili alla città e superare un sistema nel quale, secondo la sua ricostruzione, i costi dell’amministrazione sono stati progressivamente trasferiti sulla società.
Ha inoltre respinto l’ipotesi di continuare a sostenere economicamente una struttura senza intervenire sulle cause del disavanzo.
«Per trovarci tra cinque anni a rimetterci dentro un altro milione dei contribuenti? Tanto ce lo mettono le generazioni future», ha incalzato.
Il primo cittadino ha rivendicato la trasparenza dell’amministrazione, sostenendo che i dati siano sempre stati messi a disposizione dei consiglieri e che le scelte debbano essere valutate sulla base dei documenti contabili e non delle contrapposizioni politiche.
«Se mi vuoi mettere in discussione devi essere più bravo di me»
Il confronto sulla Multiservizi ha offerto a Fiorucci l’occasione per rivolgere un’altra critica a quanti contestano il lavoro della Giunta.
«Noi stiamo sul pezzo, lavoriamo alacremente sulle questioni. Se mi vuoi mettere in discussione devi essere più bravo di me», ha affermato.
Il sindaco ha lamentato atteggiamenti che considera superficiali nell’esame dei documenti amministrativi, invitando i consiglieri ad approfondire i dati prima di assumere posizioni politiche.
Ha comunque riconosciuto la legittimità del dissenso, precisando che nessuno può essere obbligato a votare secondo le indicazioni dell’amministrazione.
«Siamo in un clima democratico. Non si impone il voto a nessuno, ma il senso di responsabilità nei confronti dell’istituzione non può venir meno».
«Sono un uomo libero. Nessuno può legare le mani al sindaco»
È sul piano dei rapporti politici che l’intervento ha assunto i toni più netti.
Fiorucci ha respinto ogni ipotesi di condizionamento della propria azione amministrativa, rivendicando il mandato ricevuto dagli elettori.
«Nessuno può legare le mani al sindaco. E io non me le faccio legare. Sono un uomo libero».
Un’affermazione ripetuta più volte, accompagnata dall’invito a chi intende mettere fine all’esperienza amministrativa a utilizzare gli strumenti democratici previsti.
«Se la vogliamo abbattere, ci sono mille sistemi. C’è la sfiducia. Mettiamoli in atto».
E ancora: «Se c’è qualcuno che è più bravo, più forte, il posto è libero. Democraticamente ci sono le formule. Ma basta con i giochini, con i sotterfugi autolesionisti».
Il messaggio appare rivolto anche all’interno della coalizione che sostiene il sindaco, dove i dissensi emersi nelle ultime sedute hanno aperto interrogativi sulla tenuta della maggioranza.
«Per me amministrare è una missione»
Nella parte conclusiva Fiorucci ha richiamato anche il proprio impegno personale, ricordando di essersi dimezzato l’indennità di funzione.
«Chissà quante altre persone l’avrebbero fatto», ha osservato, contrapponendo questa scelta a una concezione della politica intesa come semplice occupazione di una posizione retribuita.
«Per me è una missione», ha aggiunto, ribadendo di voler proseguire il mandato finché ne avrà la possibilità.
Ha quindi pronunciato una delle frasi più esplicite dell’intero intervento:
«Io tengo finché qualcuno non sarà più bravo a togliermi dalle palle. Se gli do fastidio personalmente, non lo so. Se gli do fastidio politicamente, non lo so».
Una sfida dichiarata ai suoi interlocutori, accompagnata dalla volontà di continuare a governare senza arretrare rispetto alle scelte compiute.
La verifica politica: «Vedremo se questa maggioranza tiene»
Il discorso si è chiuso con un richiamo al mandato elettorale e alla responsabilità dei consiglieri nei confronti dei cittadini.
«State lì perché qualcuno vi ci ha messo», ha ricordato Fiorucci, sottolineando il significato della rappresentanza democratica.
Poi il passaggio che apre direttamente alla verifica dei rapporti di forza in Consiglio comunale:
«Adesso andremo a vedere se questa maggioranza tiene, se è ancora una maggioranza o quello che sarà».
Il sindaco non ha annunciato dimissioni né un passo indietro. Al contrario, ha ribadito di voler proseguire nell’attività amministrativa, lasciando a chi contesta la sua linea la responsabilità di assumere eventuali iniziative politiche formali.
Resta ora da capire come si tradurranno queste parole nei prossimi appuntamenti consiliari e, soprattutto, quale sarà l’atteggiamento dei consiglieri della maggioranza che hanno espresso posizioni critiche.
La questione non riguarda soltanto la Multiservizi, ma la tenuta complessiva della coalizione e il rapporto tra il sindaco e le forze politiche che ne sostengono l’amministrazione.


